Attività svolte nel 2013 presso il Municipio XI di Roma

Gentile Assessore,

nel mese corrente scadono gli accordi previsti nel Protocollo d’intesa, firmato nel 2011 per un biennio, tra codesto Assessorato e l’Associazione Psicologi per i Popoli – Regione Lazio. Al riguardo si ritiene utile riferire alla S.V. l’attività svolta, per una valutazione complessiva ed al fine della auspicabile prosecuzione della collaborazione stessa.

Gli interventi

a) Tipologia

Gli interventi di supporto psicologico sono stati di fatto richiesti a partire dal giugno 2011, andandosi ad intensificare progressivamente sia nel numero che nella tipologia nel corso del tempo. In particolare, mentre all’inizio si è trattato di casi più visibilmente emergenziali (signora che minacciava di darsi fuoco davanti agli uffici municipali per uno sfratto esecutivo imminente), successivamente gli operatori hanno riconosciuto bisogni più nascosti, ma non per questo di minore rilevanza, da affrontare in cittadini esposti a gravi situazioni problematiche. Tutto ciò anche a seguito dell’osservazione dell’andamento delle situazioni critiche dopo i primi interventi psico-sociali effettuati dagli operatori della presente Associazione. Gli incontri sono avvenuti sia con singoli, giovani e adulti, sia con coppie, nonché con l’intero nucleo familiare, spaziando da cittadini italiani a stranieri, orientali, africani e sudamericani, presenti sul territorio e con posizioni giuridiche diverse.

b) Operatori coinvolti

Per quanto riguarda l’Associazione Psicologi per i Popoli – Regione Lazio, il numero degli psicologi coinvolti è stato di 7, alcuni dei quali hanno seguito più casi. Le assistenti sociali del Municipio che hanno richiesto gli interventi appartengono alle aree dei minori e degli adulti.

c) Osservazioni

Si sono affrontati casi complessi esclusivamente tra assistenti sociali e gli psicologi dell’Associazione, ma in alcune situazioni è emerso, nella riflessione successiva, quanto sarebbe opportuno coinvolgere nell’attivazione risolutiva delle problematiche anche la componente amministrativa e politica. Si sono avute difficoltà nel trovare uno spazio appropriato da adibire ai colloqui, che fosse sempre lo stesso e protetto da “interferenze”: ad esempio, in alcuni casi si è fatto ricorso alle stanze della scuola Cesare Battisti, dove è stato istituito il Centro Famiglie, ma per alcuni cittadini tale allocazione non è risultata di facile accesso, in quanto distante dalla sede del Municipio e dai servizi sociali che vi hanno sede. Nella maggior parte dei casi si sono usati gli stessi spazi delle assistenti sociali, con conseguenti difficoltà nell’individuare orari e appuntamenti che non coincidessero con le loro attività.

La supervisione

a) Temi

La supervisione si è avviata a partire dall’aprile 2012 e finora si sono tenuti 8 incontri, con cadenza mensile, tranne la pausa estiva. Le tematiche affrontate hanno riguardato: la comunicazione interna tra aree, ma anche con il settore amministrativo del Municipio e con le istituzioni pubbliche, come Asl o Tribunale dei Minori; la funzione dell’assistente sociale; le responsabilità e le frustrazioni di un ruolo complesso che costituisce la prima interfaccia istituzionale con il territorio e con le situazioni più problematiche dei cittadini; la sicurezza degli operatori stessi, di fronte a persone portatrici di forti disagi e dalle reazioni facilmente aggressivi; infine, casi singoli di particolare complessità portati alla riflessione condivisa. Da ultimo, segnaliamo il primo incontro tenutosi tra l’Associazione e le operatrici, sollecitato da queste ultime, per riflettere sulla cultura di altre comunità rispetto al ruolo delle donne (ormai molto presenti sul territorio), ed in rapporto alla cura dei figli.

b) Operatori coinvolti

Le assistenti sociali presenti sono state soprattutto dell’area adulti e dell’area minori ed in due riunioni è stata presente l’area anziani. Agli incontri, anche se pubblicizzati tempestivamente, non sono mai intervenuti gli operatori dell’area handicap.

Il numero degli psicologi coinvolti è stato di 3.

c) Osservazioni

Riguardo agli incontri con le operatrici, due aspetti segnaliamo alla S.V., per quanto di competenza. Sembrerebbe opportuna la facilitazione di una comunicazione più viva e fluida tra le varie aree, che possa costituire confronto, stimolo, ma anche offerta congiunta, per aree che si intersecano nello svolgimento dell’attività, e talvolta confluiscono nello stesso nucleo familiare. Il secondo aspetto attiene ad una possibile ridefinizione e valorizzazione della funzione dell’assistente sociale, un ruolo che le operatrici interpretano con competenza, professionalità e responsabilità, accusando peraltro la fatica di un forte carico psicologico individuale nel sentirsi insufficientemente supportate e protette dal contesto istituzionale in cui si trovano ad operare.

Conclusioni

Si sottolinea l’ottima relazione personale e di gruppo che si è stabilita tra questa Associazione e le assistenti sociali, anche grazie al prezioso contributo della Dott.ssa De Angelis in qualità di referente del progetto.

Si ritiene di fondamentale importanza, ove l’esperienza di collaborazione dovesse proseguire, individuare luoghi appropriati all’effettuazione degli incontri con gli utenti e di uno spazio predefinito per gli incontri di supervisione, per una migliore visibilità e funzionalità del servizio offerto.

Per quanto attiene all’esperienza acquisita da questa Associazione nell’assolvimento dell’attività di collaborazione con il Municipio, ci teniamo ad evidenziare che è stimata come particolarmente proficua sul piano di un arricchimento professionale ed umano legata ad “emergenze quotidiane” e non solo del tutto eccezionali.

In sostanza, abbiamo avuto modo di entrare nei sotterranei nascosti di una metropoli, potendo così coglierne un respiro profondo, sofferto me flebile, che non arriva in superficie, e per il quale l’intervento psico-sociale, pur circoscritto, può costituire la discriminante tra la sopravvivenza e la rovina.

In attesa di un incontro con la S.V,  inviamo cordiali saluti.

Roma, 31 gennaio 2013

La referente del progetto per Psicologi per i Popoli – Regione Lazio

Dott.ssa Angiola Lescai